الضحى
Sura Ad-Duhaa
Il Corano — testo arabo, traslitterazione e traduzione
- Numero
- 93
- Versetti
- 11
- Rivelata a
- meccana
- Significato
- La Luce del Mattino
La sura Ad-Duhaa è il 93º capitolo del Corano; conta 11 versetti e fu rivelata a Makkah. Qui sotto puoi leggere la sura completa in arabo, in traslitterazione latina e nella traduzione italiana (Hamza Roberto Piccardo), versetto per versetto, con la recitazione.
بِسْمِ ٱللَّهِ ٱلرَّحْمَـٰنِ ٱلرَّحِيمِ
Bismillahir-rahmanir-rahim
وَٱلضُّحَىٰ
Wadduha
Per la luce del mattino,
وَٱلَّيْلِ إِذَا سَجَىٰ
Wallayli itha saja
per la notte quando si addensa:
مَا وَدَّعَكَ رَبُّكَ وَمَا قَلَىٰ
Ma waddaAAaka rabbuka wama qala
il tuo Signore non ti ha abbandonato e non ti disprezza
وَلَلْـَٔاخِرَةُ خَيْرٌ لَّكَ مِنَ ٱلْأُولَىٰ
Walal-akhiratu khayrun laka minaal-oola
e per te l’altra vita sarà migliore della precedente.
وَلَسَوْفَ يُعْطِيكَ رَبُّكَ فَتَرْضَىٰٓ
Walasawfa yuAAteeka rabbuka fatarda
Il tuo Signore ti darà [in abbondanza] e ne sarai soddisfatto .
أَلَمْ يَجِدْكَ يَتِيمًا فَـَٔاوَىٰ
Alam yajidka yateeman faawa
Non ti ha trovato orfano e ti ha dato rifugio?
وَوَجَدَكَ ضَآلًّا فَهَدَىٰ
Wawajadaka dallan fahada
Non ti ha trovato smarrito e ti ha dato la guida?
وَوَجَدَكَ عَآئِلًا فَأَغْنَىٰ
Wawajadaka AAa-ilan faaghna
Non ti ha trovato povero e ti ha arricchito?
فَأَمَّا ٱلْيَتِيمَ فَلَا تَقْهَرْ
Faamma alyateema fala taqhar
Dunque non opprimere l’orfano,
وَأَمَّا ٱلسَّآئِلَ فَلَا تَنْهَرْ
Waamma assa-ila falatanhar
non respingere il mendicante,
وَأَمَّا بِنِعْمَةِ رَبِّكَ فَحَدِّثْ
Waamma biniAAmati rabbika fahaddith
e proclama la grazia del tuo Signore. Questa sura scese su Muhammad (pace e benedizioni su di lui) dopo una lunga interruzione della rivelazione, durante la quale il Profeta dovette subire il dileggio dei miscredenti e lo scherno dei suoi peggiori nemici. La moglie di suo zio Abù Lahab lo scherniva dicendogli: «Il tuo padrone ti ha abbandonato» (Tabarì xxx, 229). II versetto allude agli immensi favori che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) riverserà nel Giorno della Resurrezione sul Suo Inviato Muhammad (pace e benedizioni su di lui) e gli consentirà di intercedere per la comunità dei musulmani. Abdallah ibn Abdalmuttalib, padre dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), morì quando egli era ancora nel grembo materno e sua madre Amina pochi anni dopo. Muhammad rimase poi orfano della sua tribù quando i Quraysh condannarono il suo clan all’ostracismo, e ancora fu orfano della sua stessa famiglia quando, dopo la morte del suo protettore lo zio Abù Talib, l’altro fratello di suo padre, Abù Lahab suo nemico giurato, divenne il capo del clan dei Banì Hashìm. In questa triste condizione Allah (gloria a Lui l’Altissimo) gli concesse un asilo sicuro in quella Yatrib che sarebbe diventata Medinatu-an-Naby al Munawwara (la città del Profeta, l’illuminata). La ricchezza di cui parla il versetto è di tipo eminentemente spirituale. In tutta la sua vita terrena l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) non fu mai ricco e tutta la sua famiglia visse in un clima di grande austerità. La grazia più grande che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ha dato al suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) è stata il Corano e la profezia e questo ben spiega che cosa debba riferire Muhammad.