الشمس
Sura Ash-Shams
Il Corano — testo arabo, traslitterazione e traduzione
- Numero
- 91
- Versetti
- 15
- Rivelata a
- meccana
- Significato
- Il Sole
La sura Ash-Shams è il 91º capitolo del Corano; conta 15 versetti e fu rivelata a Makkah. Qui sotto puoi leggere la sura completa in arabo, in traslitterazione latina e nella traduzione italiana (Hamza Roberto Piccardo), versetto per versetto, con la recitazione.
بِسْمِ ٱللَّهِ ٱلرَّحْمَـٰنِ ٱلرَّحِيمِ
Bismillahir-rahmanir-rahim
وَٱلشَّمْسِ وَضُحَىٰهَا
Washshamsi waduhaha
Per il sole e il suo fulgore,
وَٱلْقَمَرِ إِذَا تَلَىٰهَا
Walqamari itha talaha
per la luna quando lo segue,
وَٱلنَّهَارِ إِذَا جَلَّىٰهَا
Wannahari itha jallaha
per il giorno quando rischiara [la terra],
وَٱلَّيْلِ إِذَا يَغْشَىٰهَا
Wallayli itha yaghshaha
per la notte quando la copre,
وَٱلسَّمَآءِ وَمَا بَنَىٰهَا
Wassama-i wama banaha
per il cielo e Ciò Che lo ha edificato,
وَٱلْأَرْضِ وَمَا طَحَىٰهَا
Wal-ardi wama tahaha
per la terra e Ciò Che l’ha distesa,
وَنَفْسٍ وَمَا سَوَّىٰهَا
Wanafsin wama sawwaha
per l’anima e Ciò Che l’ha formata armoniosamente
فَأَلْهَمَهَا فُجُورَهَا وَتَقْوَىٰهَا
Faalhamaha fujooraha wataqwaha
ispirandole empietà e devozione .
قَدْ أَفْلَحَ مَن زَكَّىٰهَا
Qad aflaha man zakkaha
Ha successo invero chi la purifica,
وَقَدْ خَابَ مَن دَسَّىٰهَا
Waqad khaba man dassaha
è perduto chi la corrompe.
كَذَّبَتْ ثَمُودُ بِطَغْوَىٰهَآ
Kaththabat thamoodu bitaghwaha
I Thamùd, per arroganza, tacciarono di menzogna,
إِذِ ٱنۢبَعَثَ أَشْقَىٰهَا
Ithi inbaAAatha ashqaha
quando si alzò il più miserabile di loro.
فَقَالَ لَهُمْ رَسُولُ ٱللَّهِ نَاقَةَ ٱللَّهِ وَسُقْيَـٰهَا
Faqala lahum rasoolu Allahi naqataAllahi wasuqyaha
Il Messaggero di Allah aveva detto loro: «[Questa] è la cammella di Allah, [abbia] il suo turno per bere» .
فَكَذَّبُوهُ فَعَقَرُوهَا فَدَمْدَمَ عَلَيْهِمْ رَبُّهُم بِذَنۢبِهِمْ فَسَوَّىٰهَا
Fakaththaboohu faAAaqaroohafadamdama AAalayhim rabbuhum bithanbihim fasawwaha
Lo tacciarono di impostura e le tagliarono i garretti: li annientò il loro Signore per il loro peccato,
وَلَا يَخَافُ عُقْبَـٰهَا
Wala yakhafu AAuqbaha
senza temere [di ciò] alcuna conseguenza. Mostrandole il modo di distinguere la via del bene da quella del male. Il loro capo, che secondo la tradizione si chiamava Qudàr ibn Salif, si offrì di uccidere la cammella (Tabarì xxx, 214). Il profeta Şâlih aveva stabilito che la cammella che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) aveva miracolosamente tratto da una roccia avesse diritto di bere un giorno su due all’unica fonte di cui disponevano i Thamùd. In seguito, però, quelli rinnegarono il patto e uccisero la cammella, suscitando la collera e il castigo di Allah. Vedi anche XI, e la nota.